Nel karting, la sensibilità e il controllo del mezzo dipendono non solo dall’esperienza del pilota, ma anche dalla giusta attrezzatura di sicurezza. Tra i dispositivi più discussi c’è il paracostole, un elemento che molti considerano facoltativo, ma che in realtà può fare la differenza tra una guida confortevole e una conclusa con dolori o infortuni.
a quando il paracostole è davvero indispensabile nel kart? In questo articolo analizziamo le situazioni in cui diventa fondamentale e i criteri per scegliere quello più adatto.
Perché il paracostole è importante
Durante una sessione di kart, il corpo del pilota è sottoposto a forti sollecitazioni laterali, soprattutto in curva. Le costole e la zona dorsale assorbono parte di queste forze, che, nel tempo, possono provocare fastidi, contusioni o vere e proprie microfratture.
Il paracostole nasce proprio per distribuire uniformemente la pressione esercitata dal sedile, proteggendo il torace e migliorando la stabilità in fase di guida.
Quando diventa davvero indispensabile
Ci sono situazioni in cui il paracostole non è solo consigliato, ma praticamente indispensabile:
- Durante allenamenti prolungati o gare ufficiali, dove il numero di giri e la velocità aumentano notevolmente.
- In presenza di sedili rigidi o poco imbottiti, che tendono a trasferire più vibrazioni e colpi direttamente sul corpo.
- Per piloti con corporatura snella, che hanno meno “protezione naturale” nella zona toracica.
- Quando si guida su piste sconnesse dove gli impatti laterali sono più frequenti.
In tutti questi casi, il paracostole non è solo una protezione: è un vero alleato per la performance, in quanto permette al pilota di mantenere un assetto stabile anche nei tratti più impegnativi, evitando di irrigidirsi o perdere concentrazione a causa del dolore.
I diversi tipi di paracostole
Sul nostro store si possono trovare diversi modelli di paracostole per kart, che si distinguono per materiali, struttura e livello di protezione:
- In fibra di carbonio, ideali per le competizioni ad alto livello perché offrono massima resistenza e leggerezza.
- Con imbottiture interne, più flessibili e adatte a chi cerca comfort senza rinunciare alla sicurezza.
- Modelli con supporto dorsale integrato, che proteggono anche la schiena, riducendo la torsione in curva.
In caso di competizione ufficiale, verifica che il paracostole sia omologato FIA, garanzia di qualità e conformità agli standard di sicurezza richiesti.
In caso di competizione amatoriale, invece, è possibile scegliere tra gli altri paracostole disponibili, purché offrano un buon livello di protezione e comfort.
Come scegliere il paracostole da kart giusto
La scelta del paracostole deve tenere conto di tre fattori fondamentali:
1. Vestibilità: deve aderire perfettamente al torace senza limitare i movimenti. Un modello troppo largo rischia di spostarsi, uno troppo stretto può risultare fastidioso.
2. Peso e materiali: un buon paracostole deve essere leggero ma solido, capace di assorbire gli urti senza appesantire.
3. Sistema di chiusura: le regolazioni con velcro o fibbie permettono di personalizzare la calzata e mantenere la protezione ben ferma durante la guida.
Un consiglio utile è provare sempre il paracostole con la tuta indossata, per verificare che non crei attriti o punti di pressione durante la seduta nel kart.
In conclusione
Molti piloti iniziano a usare il paracostole solo dopo aver provato il dolore alle costole o aver subito un piccolo trauma. In realtà, l’obiettivo è opposto: prevenire l’infortunio prima che si verifichi.
Un buon paracostole consente di allenarsi più a lungo, con maggiore fiducia e controllo, migliorando anche la precisione di guida.

